Negli ultimi mesi Nadia Santinon aveva iniziato ad avvertire alcuni disturbi che inizialmente non lasciavano immaginare un’evoluzione così rapida. I primi malesseri erano comparsi a dicembre, mentre a febbraio i dolori si erano intensificati, rendendo necessario il ricovero e gli accertamenti medic
Solo alla fine di aprile era arrivata la diagnosi di una neoplasia. Da quel momento aveva iniziato il percorso terapeutico, affrontandolo con grande determinazione. Nonostante le cure e la forza dimostrata, le sue condizioni si sono aggravate rapidamente, tanto che negli ultimi giorni erano state avviate le cure palliative.
Chi la conosceva la descrive come una persona instancabile. Prima aveva lavorato nella grande distribuzione e, dopo il trasferimento a Villadose con il compagno Salvatore e la nascita della figlia Greta Ester, aveva scelto di dedicarsi ai lavori domestici presso alcune famiglie del paese. Era apprezzata per la precisione, la disponibilità e l’attenzione che metteva in ogni incarico, qualità che l’avevano resa molto benvoluta.
Domenica, nella sua abitazione, dopo aver trascorso parte della giornata occupandosi della casa, Nadia ha accusato un improvviso peggioramento. Secondo il racconto del compagno Salvatore, aveva deciso di sedersi per riposare, ma si è accasciata prima di riuscirci. Lui e la madre hanno tentato di prestarle aiuto nell’attesa dell’arrivo dei sanitari, che purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
La sua scomparsa ha suscitato una forte partecipazione nella comunità di Villadose. In tanti hanno preso parte alla veglia di preghiera organizzata in suo ricordo e si sono stretti attorno al compagno Salvatore, alla figlia Greta Ester e ai familiari.