Il mare è divenuto teatro di un caso sconvolgente. I vigili del fuoco, al largo della Grecia, su una spiaggia rocciosa dell’isola di Chios, hanno recuperato tre corpicini. Sono quelli di tre bimbe di 5,7 e 10 anni che sono decedute per annegamento dopo il naufragio di un’imbarcazione di migranti.
Grazie alla macchina dei soccorsi, con una collaborazione serrata tra gli uomini della guardia costiera e i pompieri, è stato possibile mettere in salvo 19 persone, tra cui la madre delle bambine che hanno perso la vita e altri 8 bambini ma per le tre piccole non c’è stato nulla da fare.
Dalla ricostruzione effettuata a mezzo stampa, viaggiavano a bordo di un gommone partito dalla Turchia che, urtando contro gli scogli, è affondato di colpo.
Ancora una volta, un triste epilogo ha interessato le acque marine, sotto gli occhi impotenti di chi occupava la spiaggia quando i tre corpicini sono stati tradotti in riva. Uno scenario da incubo, quello che i soccorritori si sono trovati dinnanzi poiché l’emergenza migranti non può essere ignorata.
Non solo in estate ma in tutte le stagioni, sono in tanti a perdere la vita mentre percorrono una tratta che dovrebbe metterli in salvo o comunque dar loro la possibilità di vivere un’esistenza più dignitosa. Tantissimi i messaggi di cordoglio pervenuti da ogni parte del mondo, ponendo l’accento su questa tematica che non può essere ignorata, sperando che altra gente non perda, nel frattempo, la vita, dato che il bollettino nero evidenzia una mattanza continua che non conosce battute d’arresto. Quelle piccole sarebbero potute essere nostre figlie, nipoti, non dimentichiamocelo . In un mondo sempre più improntato all’egoismo, non perdiamo di vista questo , non ignoriamo ciò che accade intorno a noi.